Flavio Briatore da sempre ci ha abituati a interviste schiette senza peli sulla lingua. Di certo non è uno che parla tanto per farlo, ma lo fa a ragion veduta. Sulle colonne di Autosprint ha rilasciato una lunga intervista nella quale spiega la situazione della Renault, le polemiche sul kers e sui motori e la crisi finanziaria in corso.
“All’inizio di quest’anno la monoposto era migliore rispetto alla fine della stagione scorsa. Il fatto è che quando sei cosi indietro è durissima recuperare. L’esperienza di Fernando è stata di grande aiuto ma ancora più importante è stato il fatto di capire dove fossimo in realtà”.
Riguardo ad un ruolo di protagonista da parte della Renault nel mondiale 2009:
“Penso proprio di si. Abbiamo tutto quello che ci serve, facciamo sviluppi, ogni miglioramento trovato finisce subito sulla macchina. Siamo tornati alla situazione in cui eravamo nel 2006. In F1 la linea di demarcazione tra fare molto bene e molto male è sottile”.
Flavio ammette gli errori dello scorso anno che hanno buttato al vento 5 mesi di fatiche prima di capire i problemi della vettura. A proposito dei motori e del suo che paga un bel pò di cavalli nei confronti dei top team come Ferrari e Mercedes per Flavio il problema nasce nel 2006, quando la FIA decise di congelare il motore valutando un prestazione simile tra tutti i costruttori. Problemi di affidabilità a Montecarlo hanno indotto la FIA a concedere una proroga per alcuni team, che con la scusa dell’affidabilità hanno messo mani al motore incrementandone le prestazioni. Una storia andata avanti fino al Gp del Belgio poi prorogata ancora per qualche mese. Il motore Renault, estremamente affidabile, non subì modifiche tanto da diventare la lumaca del gruppo quantificabile in circa 3-4 decimi al giro.
Per Briatore la FIA commise un altro errore permettendo modifiche sugli iniettori e infrangendo cosi completamente lo spirito delle regole. Al momento di congelare, tutti i team vantavano motori con prestazioni simili e le deroghe hanno di fatto creato il divario. Per Flavio quindi è giusto un livellamento delle prestazioni con la deroga per il motore Renault e Honda.
Sul KERS Flavio critica la BMW, unica squadra ad opporsi prima che nascesse la FOTA al suo utilizzo già dal 2009 . Per il manager piemontese non è il caso di aumentare ulteriormente le spese per lo sviluippo del KERS in un momento in cui si cerca di contenerli.
Sulla situazione economica:
“Qualcuno non si rende ancora ben conto della situazione. E’ come se fossimo in una gabbia dorata; solo che adesso non è più d’oro ma sempre gabbia è”.
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