Momogomma Bridgestone, è fatta. Per chi la temeva o la caldeggiava, è arrivato il momento di iniziare a pensarci. In barba alla competizione, ora tutti con le stesse gomme, senza alibi per nessuno, nel tentativo di arginare le sempre crescenti velocità delle MotoGp che ogni anno abbattono i record delle piste del motomondiale. Galeotto fu il passaggio di Valentino Rossi dalla Michelin alla Bridgestone. L’ago della bilancia iniziò a pendere verso il fornitore giapponese che grazie alle vittorie e raffica di Rossi e Stoner quest’anno ha decretato la fine della Michelin. Il passaggio successivo, a 5 gare dalla fine, di Pedrosa alla bridgestone ha definitivamente tarpato le ali al colosso francese. Per il monogomma, anche se ci sarà un asta pubblica, è decisamente dalla parte di bridgestone, perchè pensiamo sia impossibile che colossi come Honda e Yamaha, dopo aver abbandonato i francesi, tornino di buon grado a calzare le loro scarpe. Il CEO Dorna Carmelo Ezpeleta si prepara ad annunciare a Motegi l’arrivo del Monogomma:
“Il monogomma dovrebbe essere annunciato a Motegi, ma sembrano tutti d’accordo. Non si tratta tanto di ridurre la velocità in curva, quanto di non farla aumentare ulteriormente e senza la competizione fra due marche di pneumatici come Michelin e Bridgestone questo non accadrà”.
Per scegliere il fornitore, ci sarà un asta pubblica:
“Sì, ma non sarà determinante solo l’offerta economica. Innanzitutto gli pneumatici dovranno essere gratuiti per tutti, e poi uguali per tutti. Valuteremo nell’insieme”.
Che significa? Significa che comunque vada l’ultima parola spetta alla Dorna nella scelta del fornitore, anche in presenza di una buona contro offerta. Carmelo non si ferma qui, perchè è convinto che per riportare lo spettacolo in MotoGP bisogna tagliare l’elettronica:
“Oltre al monogomma io vorrei vedere proibite le sospensioni a controllo elettronico, che stanno già facendo capolino e limitare l’elettronica. Ma per fare questo avremmo bisogno dell’assenso delle case, perché noi possiamo provare a convincerle, non obbligarle. Il problema è che i costruttori vogliono sperimentare”.
Il futuro della MotoGP ? Un campionato che apre le porte a più partecipanti ma guarda alla sicurezza dei piloti di pari passo:
“Nel 2009 le moto saranno 20 con l’arrivo della terza Kawasaki e della quinta Ducati. Il numero ideale potrebbe essere 22. Non di più. Abbiamo richieste per 24 eventi, ma 18 GP è il numero massimo. In quali paesi vorrei andare? Sicuramente il Sud America, ma non ci sono circuiti omologati. Magari ne costruiremo uno noi…”
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