Un contratto in essere fino al 2010, un investimento di 240 milioni di dollari per la costruzione del circuito di Shanghai, un quasi flop a livello di spettatori. Cosi si presenta il Gp della Cina di Formula 1 e le riflessioni su una sua permanenza nel mondiale iniziano a farsi sentire. Qiu Weichang, direttore aggiunto dell’amministrazione degli sport di Shanghai, vorrebbe raggiungere almeno la prità di bilancio nella gestione dell’evento, visto che Ecclestone vuol guadagnarci, gli sponsor anche ma in primis gli organizzatori non vogliono rimetterci. Restano altri due anni per capire il futuro del Gp, come non è esclusa l’ipotesi della notturna al pari di Singapore per attirare attenzione e spettatori. L’Asia è importante nella formula 1 come dimostra l’ingresso probabile della Corea nel calendario 2010 al pari dell’India dal 2011. Dal 2009 la Cina ha già perso il motomondiale e perdere anche la formula 1 renderebbe l’opera completa.
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